L’istanza in autotutela consente al contribuente di segnalare al Comune errori o illegittimità di un atto relativo ai tributi comunali (IMU, TARI e altri tributi locali), chiedendone la revisione, l’annullamento o la rettifica senza dover ricorrere al contenzioso. L’autotutela tributaria è disciplinata dagli articoli 10-quater e 10-quinquies della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente), introdotti dal decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 219, e si applica anche agli enti locali. Costituisce un potere esercitato dall’Ente anche d’ufficio: l’istanza del contribuente ha pertanto natura sollecitatoria. Nei casi di manifesta illegittimità tassativamente indicati dall’art. 10-quater l’annullamento è obbligatorio; negli altri casi l’Ente può comunque provvedere in via facoltativa (art. 10-quinquies), anche in pendenza di giudizio o su atti divenuti definitivi. L’Ente valuta la fondatezza della richiesta e, se accolta, provvede all’annullamento totale o parziale dell’atto o alla sua rettifica.